Convegni e Seminari


su attività che coinvolgono i soci AICu




VIII Giornata del Curatore sabato 10 novembre 2018 ore 8,30-13,30 NARNI


GLI ORTI URBANI tra agroecologia e paesaggi antropici




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La VIII Giornata del Curatore, organizzata dall’Associazione Italiana Curatori di parchi, giardini e orti botanici in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Terni, la Federazione Regionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali dell’Umbria, il Comune di Narni, è dedicata al tema degli orti urbani come motore di rivitalizzazione e valorizzazione dei nuclei urbani dai centri storici alle periferie e alla loro capacità di erogare servizi ecosistemici e momenti di socializzazione utili all’intera collettività. Obiettivo dell’incontro è quello di confrontare diverse esperienze sul tema per uno scambio di buone pratiche ed arrivare nel concreto alla presentazione di un Modello di gestione sostenibile e partecipata degli Orti urbani comuni.(per continuare clicca qui)

PROGRAMMA DELLA GIORNATA
8.30-9.00 registrazione partecipanti
9.00-9.20 saluti di benvenuto e introduzione
a cura di: Paolo Camilletti, Presidente AICu, Università Roma Tre Lorenzo Lucarelli, assessore allo Sviluppo economico - Impresa culturale, turistica e agroalimentare del Comune di Narni Alfonso Morelli, assessore agli Strumenti per la sostenibilità, Attività a sostegno di una politica di valorizzazione del patrimonio ambientale del Comune di Narni
9.20-11.20 inizio lavori – moderatore Enrico Maccaglia
Paolo Camilletti (Università Roma Tre): L’orto-giardino nella storia del paesaggio: un excursus.
Aldo Ranfa (Università di Perugia): Linee guida per la progettazione, l’allestimento e la gestione di orti urbani e periurbani ed esempi di realizzazione.
Guglielmo Cavallo (Vicesindaco ed assessore all'Urbanistica e alla Partecipazione del Comune di Ostuni): Cittadini protagonisti nella cura dei giardini di Ostuni.
Giacomo Lepri (Cooperativa CO.R.AG.GIO): Borghetto San Carlo – Terre pubbliche e orti sociali come nuova piazza verde.
11.20-11.30 pausa caffè
11.30-13,30 ripresa dei lavori - moderatore Enrico Maccaglia
Gianni Giombolini (Dottorando in Scienze Umane-Università di Perugia, Maestro scuola Primaria): Paesaggi, Orti urbani e patrimonio culturale
Gerardo Fernandez Medina (AICu): Il progetto nel chiostro di Sant’Agostino e la formazione dei volontari
Luca Crotti (AICu): Il progetto sperimentale degli orti urbani a San Matteo degli Armeni a Perugia

La partecipazione al seminario conferisce 4 CFP agli iscritti all’Ordine Architetti P.P.C. e 0,50 CFP agli iscritti all'Ordine dei dottori Agronomi e Forestali.
Iscrizioni entro il 07/11/2018: per gli architetti seguendo la procedura on-line della piattaforma IM@teria nel sito AWN del Consiglio Nazionale Architetti PPC; per i Dottori Agronomi e Forestali seguendo la procedura informatica della piattaforma SIDAF (sarà presente anche il registro cartaceo); per tutti gli altri inviando email a a.curatori@gmail.com Costo di partecipazione: € 10,00 comprensivi di spese di segreteria;
il pagamento potrà essere effettuato: Per gli architetti seguendo le indicazioni sulla piattaforma IM@teria Per tutti gli altri tramite bonifico sul Conto Corrente intestato ad AICu: Cassa di Risparmio di Cesena Filiale S. Faustino, Perugia IBAN IT67F0612003088CC0880000865 Causale: iscrizione Giornata del Curatore 2018 seguito da: nome e cognome In alternativa: presso sede evento.

Lezioni di giardinaggio 2017-2018 Organizzate da AICu


prossimo incontro sabato 21 aprile "Le bordure: progetto, impianto e cura"




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l’Associazione Italiana Curatori di Parchi,Giardini ed Orti Botanici in collaborazione con l’Orto Botanico “Angelo Rambelli” di Viterbo, organizza un breve ciclo di incontri dedicati al tema del giardinaggio, che si svolgeranno da gennaio a settembre.
Le lezioni teorico-pratiche sono studiate per preparare o aggiornare i giardinieri professionisti, i responsabili e manutentori di giardini, il personale addetto alle vendite nei grandi vivai e chi si prende cura del proprio giardino, su tematiche specifiche, che richiedono scelte e cure giuste per ogni intervento.
Gli incontri prevedono una parte teorica con lezione frontale in aula e una parte pratica che si svolgerà con dimostrazioni dirette. Le lezioni avranno luogo di sabato dalle h 9.30 alle 13.00 con possibile prolungamento dalle 13.30 alle 15.30 ; in parte verranno svolte presso l’ Orto Botanico “Angelo Rambelli”
prossimo incontro

Sabato 21 aprile 2018, dalle 9.30 alle 13.00
Orto Botanico "Angelo Rambelli", Strada del Bulicame, Viterbo
"Le bordure: progetto, impianto e cura"
docente Paolo Camilletti Architetto paesaggista e Presidente AICu
L'incontro treatterà il tema della composizione delle bordure miste, con riguardo alle categorie di piante (perenni, annuali, bulbose, aromatiche, tapezzanti e piccoli arbusti), criteri di scelta, verifica della qualità delle piante, corretta messa a dimora e cure stagionali.( clicca per maggiori dettagli)

Programma
Ore 9.30 registrazione dei partecipanti
Ore 10,00- 13,00 lezione frontale e dimostrazione pratica
Docente Paolo Camilletti Architetto paesaggista e Presidente AICu

Iscrizioni attraverso email all’indirizzo a.curatori@gmail.com entro mercoledì 18 aprile. L’incontro si svolgerà se si raggiungerà un minimo di 15 iscritti, necessario per la copertura dei costi.
Costo della lezione €. 20,00 (€15,00 dipendenti UNITUS , €10,00 per Amici di AICu, gratuito per i Soci AICu e dipendenti comune di Narni).
Modalità di pagamento il pagamento potrà essere effettuato tramite bonifico
sul Conto Corrente intestato ad AICu Cassa di Risparmio di Cesena Filiale S. Faustino, Perugia IBAN IT67F0612003088CC0880000865
Causale: iscrizione ..... Lezione di giardinaggio IlI .... seguito da: nome e cognome.
In alternativa si potrà effettuare il pagamento in sede evento
Per informazioni rivolgersi a M.Paola La Pegna 3397579379 www.AICuratori.org

Incontri già svolti

III INCONTRO
Sabato 10 marzo 2018, dalle 9.30 alle 13.00
Narni Centro Storico Palazzo Sacripanti, Piazza Galeotto Marzio,1
"La potatura dell'olivo, teoria e dimostrazione pratica"
docente Gerardo Fernandez Medina
L'incontro intende fornire le conoscenze tecniche di base per la corretta esecuzione dei principali tipi di potature degli ulivi, la giornata tecnica prevede una parte teorica e una parte pratica che si svolgerà con dimostrazione diretta in campo.
Programma
Ore 9.30 registrazione dei partecipanti
Ore 10,00- 13,00 lezione frontale e dimostrazione pratica
docente Gerardo Fernandez Agronomo e socio Consigliere AICu
II INCONTRO
Sabato 17 febbraio 2018, dalle ore 9.30 alle13.00
Orto Botanico “Angelo Rambelli”, Strada del Bulicame, Viterbo
“Il giardino sostenibile: dal progetto alla manutenzione” docente Susanna Rambelli
L’incontro nasce con l’obiettivo di porre attenzione nel progettare e curare i giardini e salvaguardare, nel contempo, le risorse idriche: dalla scelta delle piante più idonee fino alle tecniche di irrigazione a goccia. Alla lezione teorica seguirà un’attività pratica di riconoscimento delle piante nell’Orto Botanico con le indicazioni colturali relative.
Programma
Ore 9.30 registrazione dei partecipanti
Ore 10,00- 13,00 lezione frontale e visita guidata
Docente Susanna Rambelli socio AICu e Curatore del Bioparco di Roma
I INCONTRO
Sabato 13 gennaio 2018 Orto Botanico “Angelo Rambelli”, Strada del Bulicame, Viterbo
“Le Rose, varietà, scelta, cura e potatura. Teoria e pratica.”
Docenti Helga Brichet, Gerardo Fernandez Medina,Giorgio Chioccia
Programma
Ore 9.30 registrazione partecipanti Ore 10,00- 12,30 lezione frontale Docente Helga Brichet Ore 13,30-15,30 dimostrazione pratica Docenti Giorgio Chioccia capo giardiniere dell’ Orto Botanico e Gerardo Fernandez Medina socio Direttivo AICu

ENDOTERAPIA NEL PATRIMONIO ARBOREO URBANO


TERNI giovedì 6 aprile 2017 Sala Rossa Palazzo Gazzoli e Giardini della Passeggiata




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Seminario, organizzato da AICu, in collaborazione con il Comune di Terni e ODAF Terni, è dedicato al tema della cura del patrimonio arboreo. Obiettivo dell’incontro è quello di confrontare diverse esperienze per far emergere buone pratiche di cura e gestione delle alberature. La tematica verrà affrontata sia dal punto di vista teorico che pratico, mettendo a confronto diversi metodi d’intervento. (clicca per vedere il programma)

PROGRAMMA
ore 8:30-9:00 registrazione partecipanti
ore 9:00-9:30 saluti ass. Emilio Giacchetti Comune di Terni, dott. Marcello Santucci presidente ODAF Terni, arch. Paolo Camilletti presidente AICu
ore 9:30-11:30 relatori
Luca Crotti
Cristiano Massarelli
Claudio Palermo
Luigi Strazzabosco
Marco Bassani Gea snc
ore 11;30-12:00 Dibattito
ore 12:00-13:30 Dimostrazione pratica
Claudio D’Apice Horti di Veio
Marco Bassani Gea snc
La partecipazione al seminario conferisce 0,5 CFP agli iscritti all'Ordine dei Dott. Agronomi e Dott. Forestali e 4 CFP agli iscritti all’Ordine Architetti P.P.C.

Tecniche per il controllo delle infestanti alternative al diserbo chimico


Sala Consiliare Palazzo Comunale, Piazza dei Priori 1, Narni (TR) Venerdì 28 ottobre2016




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Il Seminario, organizzato dall'AICu insieme all’Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali della Provincia di Terni, con il Patrocinio del Comune di Narni, ha l’obiettivo di far emergere le migliori strategie di intervento per il controllo delle infestanti alternative al diserbo chimico e di essere da guida per chi lavora nel campo e per le amministrazioni che quotidianamente si trovano ad affrontare tale problematica.
Il seminario,gratuito, si svolgerà dalle 9 alle 13.00 a Narni, con una parte di interventi e discussione a cui seguirà dimostrazione pratica.
La partecipazione al seminario prevede l’assegnazione di 0.5 CFP agli iscritti all’Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali;
il programma nel dettaglio(clicca per continuare)

8:30-9:00 registrazione partecipanti
9.00 – 9.30 saluti di benvenuto (Comune di Narni , ODAF, AICu )
10.00-11.00 inizio lavori
Dr. Luca CROTTI, socio AICu : “il PAN e le sue applicazioni sul controllo delle infestanti in ambito urbano e per usi non agricoli”
DR.ssa Francesca Sorelli , Maito : ”I vantaggi del pirodiserbo”
Dr. Edward Cutler, Weedingtech : ”Foamstream - il pluripremiato sistema di controllo delle infestanti privo di erbicidi”
11.30-13.30 dimostrazione pratica Parcheggio del Suffragio a cura di Dr.Luca Malentacchi, Maito e Dr. Edward Cutler, Weedingtech .

VII Giornata del Curatore "La cura del verde in tempo di crisi"


sabato 18 giugno 2016 Narni (TR) museo Eroli, sala del Camino dalle ore 8.30 alle 14.00




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La VII Giornata del Curatore, organizzata dall’Associazione Italiana Curatori di Parchi, Giardini e Orti Botanici con il Patrocinio del Comune di Narni, dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Terni, dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Terni , è dedicata al tema della cura del verde nel periodo corrente, caratterizzato da una fase congiunturale che spinge i proprietari -pubblici e privati- ad attuare tagli alla manutenzione. Obiettivo dell’incontro è quello di confrontare diverse esperienze sul tema della programmazione e gestione della cura del verde, specialmente in riferimento alla sostenibilità economica. I relatori illustreranno le proprie esperienze maturate nella gestione di una varietà di aree verdi: pubbliche e private, monumentali, di ricerca e conservazione, espositive, produttive (vivai).
La partecipazione al seminario conferisce 4CFP agli iscritti all'Ordine degli Architetti P.P.C. e 0,50 CFP agli iscritti all'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali.
(cliccare per continuare)

Interverranno come relatori:
dott. Monica Fonck, Curatore dell’Orto Botanico di Viterbo: “Esperienze di gestione di un Orto Botanico universitario” ( presentazione in allegato)
dott. Susanna Rambelli, Bioparco Roma, socio AICu: “Giardini sostenibili: soluzioni gestionali e acquisti lungimiranti. L’esperienza nel pubblico come esempio per il privato”( presentazione in allegato)
dott. Paolo Viskanic, R3 GIS srl : “La gestione del verde 2.0: esempiconcreti, strategie ed opportunità” ( Link per presentazione in allegato )
dott. Luigi Pagliani, Vivaio Idea Verde PG, socio ANVE : “Vivaismo ornamentale: caratteristiche del settore primario del verde, dalla produzione alla commercializzazione”
(presentazione in allegato)
Introduzione a cura di Paolo Camilletti ( Presidente AICu,PoliMi) e Ass. Gianni Giombolini (Comune di Narni)
A conclusione della giornata è prevista la visita guidata al Museo della Città e del Territorio a cura di Sistema Museo.

Iscrizioni limitate a un max di 50 posti, entro il 16/06/2016;
costo 10 euro, gratuito per i soci AICu (50% per Amici di AICu) e per gli iscritti all'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Terni;
gli architetti potranno iscriversi seguendo la procedura on-line della piattaforma IM@teria nel sito
AWN del Consiglio Nazionale Architetti P.P.C.; per gli agronomi e forestali presso la segreteria di Federazione info@agronomiforestaliumbria.it; per tutti gli altri inviando email all'indirizzo a.curatori@gmail.com.

"La città per il verde: le buone pratiche per il verde urbano"


seminario e mostra presso Palazzo Dosi, p.zza Vittorio Emanuele II, Rieti 18-24 marzo 2016




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Il 18 marzo 2016 alle 15,00 presso Palazzo Dosi a Rieti si svolgerà il seminario d'inaugurazione della mostra che resterà aperta fino al 24 marzo negli orari di apertura della segreteria dell'Ordine degli Architetti P.P.C.della Provincia di Rieti.
L'iniziativa della Mostra è nata con l'obiettivo di divulgare contenuti formativi attraverso l'esposizione di progetti realizzati e scelti dalla giuria del Premio La Città per il Verde quali esempi di buone pratiche per il verde urbano. AICu continua l'opera di collaborazione con gli Ordini professionali di riferimento nella paesaggistica, contribuendo non solo all'aggiornamento della pratica progettuale del verde, ma anche alla diffusione di conoscenze per la cura del verde. Nel corso del Seminario di inaugurazione, viene posto accento sulla necessità di gestire il verde in maniera consapevole e sostenibile, per raggiungere risultati di qualità a vantaggio di tutti i fruitori delle aree verdi.
La partecipazione al Seminario del 18 marzo, per i soci AICu, è gratuita anche per i professionisti che richiedano il conferimento di crediti formativi (4 per architetti p.p.c. più1 per la visita alla Mostra, 0,5 per agronomi e forestali); la Mostra sarà aperta al pubblico nei giorni 21-24 marzo con ingresso libero, nell'orario di Segreteria dell'Ordine degli Architetti P.P.C. di Rieti.

Lezioni di Giardinaggio 2015-2016 Organizzate da AICu


prossimo incontro sabato 19 marzo 2016 “La cura degli alberi fruttiferi e ulivi”




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AICu ha organizzato un breve ciclo di lezioni tecnico-pratiche di giardinaggio. L’ obiettivo è di insegnare la pratica professionale indispensabile per le tecniche di intervento di un futuro giardiniere professionista. Le lezioni sono rivolte a studenti dell’ultimo anno degli Istituti Tecnici Agrari ed ai giardinieri che vogliono istruirsi nelle tecniche specifiche, i docenti sono professionisti curatori del verde, soci AICu.I primi tre incontri si sono svolti con ampia partecipazione, sono in preparazione il 4° e il 5° incontro previsti per gennaio-febbraio il primo e febbraio-marzo il secondo, tratteranno rispettivamente la cura dei fruttiferi e la cura dell'olivo (cliccare per maggiori informazioni)



PROGRAMMA: 1° INCONTRO sabato28 marzo 2015 giardino “Hortus Unicorni ” Vetriolo (Civita di Bagnoregio) I cespugli ornamentali, le siepi, gli arbusti : come piantarli e come potarli.
Docente, il Curatore Dr. Claudio Palermo
Introduzione teorica e pratica: cespugli ed arbusti da fiore o sempreverdi, come abbinarli e piantarli a seconda del progetto, la necessità, il luogo. Pratica dimostrativa di potatura di cespugli ed arbusti nel contesto di un giardino che deve mantenere una armonia di forme, altezze e macchie di colore. Potare per la rifioritura, per stimolare la crescita, per contenere le dimensioni della pianta, esempio di potatura di albero di Magnolia. Orario dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 16,00 ( pranzo al sacco ). (VT)

2° INCONTRO venerdì 29 maggio 2015 Orto Botanico di Viterbo e giardino “Hesperides Garden” Castel d’Asso (VT)

Le perenni e le stagionali: come pianificare la loro presenza in giardino, sceglierle e piantarle.
docente, laGarden Designer Christina Thomson

Introduzione all’uso delle piante perenni: teoria e pratica.
Le tendenze attuali di utilizzo delle piante perenni nei giardini privati, spazi pubblici e parchi.
Quali sono le piante perenni, le loro caratteristiche e necessità, come pianificare la messa a dimora, come sceglierle, gli abbinamenti per le varie tipologie di giardino - aromatico, monocolore, multicolore, di attrazione autunnale, per le farfalle, per le api. Come realizzare lunghe stagioni d’interesse attraverso la progettazione per la fioritura successionale.
Le stagionali: come utilizzarle, tempi di semina, cartellinatura e trapianto.

Ore 9.30 Orto Botanico di Viterbo “teoria illustrata sulle perenni”
dalle 11,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 16,30 giardino “Hesperides Garden” Castel d’Asso (VT) “dimostrazione sul campo di associazioni di piante perenni, bulbose, arbusti, la moltiplicazione e divisione, i volumi, le altezze per creare armonia”
( pranzo al sacco )

3° INCONTRO Sabato 24 ottobre 2015 Orto Botanico"Angelo Rambelli" - Viterbo
Tecniche di riproduzione

Docenti: Sara Magrini (Banca del germoplasma della Tuscia), Veronica Hadjiphani Lorenzetti (AICu), Giorgio Chioccia (Orto Botanico "Angelo Rambelli" VT)

La lezione, organizzata dall'AICu in collaborazione con l' Botanico, affronterà sia dal punto di vista teorico che pratico il tema delle diverse tecniche per la riproduzione e moltiplicazione delle piante, dagli innesti alla moltiplicazione in vitro, dalla moltiplicazione per suddivisione di orchidee, cormi, bulbifere, alla moltiplicazione per margotta, propaggine, semina.

Ore 9.30-12.30 e 13.30-15.30 Orto Botanico di Viterbo “teoria illustrata e dimostrazione in campo”

4° INCONTRO sabato 19 marzo 2016 Azienda Agraria Didattico Sperimentale "Nello Lupori" località Riello - Università degli Studi della Tuscia Viterbo.

"La cura degli alberi fruttiferi e degli ulivi"

Docenti: prof. Eddo Rugini e sig. Menghi Adriano

La Lezione, organizzata dall'AICu in collaborazione con l'Azienda Agraria Didattico Sperimentale, prevede un'introduzione teorica seguita da una dimostrazione pratica sul campo, in particolare saranno affrontati i seguenti argomenti:

  • riconoscere le gemme fruttifere e le gemme di crescita verde
  • potare per dare forma di allevamento
  • la potatura per la produzione e la potatura per l’inserimento paesaggistico
  • interventi stagionali per il nutrimento degli ulivi e dei fruttiferi

Ore 9.00- 13.00 e 14.30-16.00 , Azienda Agraria Didattico Sperimentale,durante la pausa pranzo è prevista una visita guidata all'Azienda, il pranzo a sacco è a cura dei partecipanti


Iscrizioni attraverso email all’indirizzo a.curatori@gmail.com entro il ................... fino al raggiungimento di massimo 20 iscritti ; costo per ogni lezione €. 20,00
euro10,00 per Amici di AICu,gratuito per i Soci AICu
il pagamento potrà essere effettuato tramite bonifico sul
Conto Corrente intestato ad AICu
Cassa di Risparmio di Cesena Filiale S. Faustino, Perugia
IBAN IT67F0612003088CC0880000865
Causale: iscrizione ..... Lezione di giardinaggio seguito da: nome e cognome
In alternativa: presso sede evento

VI GIORNATA DEL CURATORE Carsulae (TR) 18aprile2015


La cura del verde nelle aree archeologiche




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La VI Giornata del Curatore, organizzata dall’Associazione Italiana Curatori di parchi, giardini e orti botanici in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell'Umbria, le CoopSociali ACTL e ALIS, l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Terni e l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Terni, il Comune di Terni e il Comune di San Gemini, è dedicata al tema della cura del verde nelle aree archeologiche. Obiettivo dell’incontro è quello di confrontare diverse esperienze per meglio comprendere il rapporto tra la componente vegetale e la componente materico-archeologica, per far emergere buone pratiche di gestione delle aree archeologiche. Verrà evidenziato il ruolo che tali aree possono svolgere nei nostri paesaggi dal punto di vista della fruizione, biodiversità e ricerca. CLICCARE PER CONTINUARE A LEGGERE


Relatori ed Abstract degli interventi

SOFIA VAROLI PIAZZA

Laureata in Architettura, dal 1982 socio AIAPP/IFLA; nel 1986 ha iniziato la sua collaborazione come docente a contratto presso l’Università della Tuscia di Viterbo, Facoltà di Agraria nel corso di Paesaggistica, parchi e giardini, successivamente nel corso di Parchi e giardini e dal 2001 al 2010 fondatore e docente del Master in Curatore di Parchi, Giardini e Orti Botanici. Dal 1998 al 2013 è stata coordinatrice e docente del Corso di Giardinaggio Mediterraneo.
Alterna l’insegnamento e la ricerca alla libera professione, progettazione e recupero di giardini privati, parchi pubblici e giardini storici. Ha pubblicato Parco e Palazzo Chigi: restauro e valorizzazione, De Luca 1999, Paesaggi e Giardini della Tuscia, De Luca 2000/2007, Il Curatore di Parchi, Giardini e Orti Botanici 2005, e numerosi saggi nel settore storico-artistico e tecnico-progettuale. Collabora con Fondazioni, Associazioni ed Enti per la tutela e la valorizzazione del Paesaggio e dei Giardini. Dal 2010 è membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Pietro Porcinai, dal 2012 è nel Comitato Scientifico dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia (APGI),dal 2013 fa parte del Consiglio Generale della Fondazione Roffredo Caetani di Ninfa.

E-mail address: sofia.vp@libero.it

“Paesaggio e Parco Archeologico di Carsulae: un progetto per il Curatore di Parchi, Giardini e Orti Botanici”
Nel confermare l’importanza della figura professionale del Curatore, nelle sue competenze culturali, scientifiche e tecniche, si sottolinea la priorità del problema della gestione del bene Parco, Giardino, Orto Botanico affidato alle sue cure.
La gestione è una qualità che condensa e rende operativo il lavoro precedente di analisi e di progetto e lo continua nel tempo. Nel lavoro di coordinamento dei vari operatori e delle varie azioni, il Curatore, nel caso di un parco archeologico, come questo di Carsulae, ha in mano le fila di molte operazioni che interessano il territorio-ambiente-paesaggio Umbro Meridionale Viterbese di straordinarie potenzialità.
Attraverso l’evoluzione dei sistemi abitativi e produttivi, degli scambi e delle comunicazioni che hanno modificato gli ambienti originari, si sono depositati innumerevoli segni di memoria naturale e umana all’interno del sistema-paesaggio tanto che questo può essere assimilato ad un “palinsesto” (Archeologia del Paesaggio).
I metodi dell’archeologia sono i più adatti per la lettura e per lo studio degli elementi fisici, biologici e antropici che si sono stratificati e si sono conservati in tempi di durata tanto varia e imprevedibile quanto lo sono i materiali, i suoli, il clima, gli agenti atmosferici, le azioni umane.
In Inghilterra, uno dei primi paesi dove la conservazione dei monumenti e dei siti è stata considerata un’arte e una scienza, il movimento per la conservazione dei paesaggi storici non ha avuto origine da un’ iniziale esposizione della teoria, ma dall’impegno di gruppi diversi che hanno dedicato i loro sforzi per promuovere azioni pratiche e di conseguenza formulare principi operativi.
Il sistema territoriale dell’ampio pianoro che accoglie il parco archeologico di Carsulae può diventare un laboratorio per il Curatore che non inventa nulla di nuovo, ma mette in relazione, con le proprie specifiche competenze professionali e capacità creative i vari soggetti che interferiscono nel progetto di gestione e di manutenzione del bene archeologico.
Curiosità e plasticità comunicativa sono caratteristiche del Curatore nel sapersi relazionare con gli operatori e gli abitanti, che vivono e operano sul territorio. Il recupero di vecchie maestranze e di giovani piccole imprese per il riuso intelligente di alcune tecniche tradizionali diventano infine collaborazioni indispensabili accanto allo scambio quotidiano con le ditte vivaistiche produttrici locali e nazionali.



ANGELO BARILI
Angelo Barili, naturalista e disegnatore scientifico della Galleria di Storia Naturale (GSN) del Centro di Ateneo per i Musei Scientifici (CAMS) dell’Università degli Studi di Perugia; Collaboratore esterno della Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Umbria; Guida naturalistica in Italia, Bacino del Mediterraneo, Vicino e Medio Oriente, Africa Orientale ed Australe, America Centrale e Meridionale.

Galleria di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Perugia, Manifattura ex tabacchi, Via del Risorgimento, 06051 Casalina (Deruta – PG)
Web-site: www.cams.unipg.it
E-mail address: angelo.barili@unipg.it

Le Aree Archeologiche….”Oasi” di Biodiversità!
Le aree archeologiche, spesso, costituiscono dei veri e propri serbatoi di biodiversità vegetale ed animale. Tale aspetto, che rappresenta un importante valore aggiunto di queste realtà territoriali, caratterizza numerose regioni del pianeta ed in particolare le zone circum-mediterranee, dal Maghreb, attraverso la Penisola Iberica, l’Italia ed i Balcani, sino al Vicino e Medio Oriente. La presenza di vasti tratti di territorio lasciati incolti, di antichi complessi monumentali, ricchi di anfratti e cavità protette, l’ingente quantità di materiale lapideo sparso sul suolo, creano una moltitudine di microambienti e offrono condizioni ottimali sia per l’insediamento di una tipica flora ruderale che habitat ideali, rifugi e fonti trofiche, per la fauna selvatica. Ciò risulta molto evidente anche in aree archeologiche situate all’interno di vasti spazi urbani, metropolitani, come la stessa città di Roma testimonia appieno. Le aree archeologiche del centro storico della capitale d’Italia, infatti, sono da tempo note ai naturalisti per l’ingente quantità di specie vegetali ed animali selvatiche che vi si sono insediate, tra queste ultime figurano ricche comunità di Molluschi Gasteropodi terrestri, Artropodi, soprattutto Aracnidi ed Insetti ma anche Crostacei, Vertebrati come Anfibi, Rettili, Uccelli, Mammiferi, presenti anche in quantitativi superiori rispetto alle ampie aree verdi urbane della città. Tra le presenze più insolite, di particolare interesse scientifico risulta la colonia di Granchi di fiume (Potamon fluviatile) che prospera negli ambienti umidi del sistema fognario del Foro di Traiano, nel pieno cuore dell’Urbe. Anche in molte altre zone e regioni d’Italia, in particolare nell’Alto Lazio, in Toscana ed in Umbria, le aree archeologiche ospitano specie vegetali ed animali di notevole rilievo. I vasti complessi archeologici delle necropoli etrusche rupestri dei bacini idrografici dell’Alto Mignone e del Biedano, del Marta e del Fiora (Blera, San Giovenale, San Giuliano, Cerracchio, Tuscania, Norchia, Castel d’Asso, Sovana), dalla Tuscia laziale alla Toscana meridionale, ad esempio, incorporando anche porzioni considerevoli di vari tipi di ecosistemi boschivi, ambienti fluviali e praterie/pascoli cespugliati submediterranei, costituiscono delle “oasi” di enorme valore ambientale, circondate da spazi antropizzati e fortemente impoveriti biologicamente. Alcune di tali aree, fortunatamente, sono anche state inserite all’interno di riserve e parchi naturali regionali, come la Necropoli di San Giuliano, situata entro i confini del Parco Naturale Regionale di Marturanum (Comune di Barbarano Romano, Provincia di Viterbo, Regione Lazio), che tutela una flora e fauna di notevole valore nazionale, tra cui spicca la Salamandrina dagli occhiali di Savi (Salamandrina perspicillata), una specie di Anfibio Urodelo endemica della Penisola Italiana, rara e schiva abitatrice di boschi umidi lungo piccoli torrenti di territori scarsamente antropizzati dell’Italia Centro-settentrionale. In Umbria, anche se su estensioni molto più ridotte, complessi archeologici come le necropoli etrusche dell’Ipogeo dei Volumi, alle pendici dei colli di Perugia, del Crocifisso del Tufo, alla base della Rupe di Orvieto, oppure le fornaci romane di Scoppieto, nella Media Valle del Tevere, o la più vasta area archeologica dell’antica città romana di Carsulae, costituiscono notevoli “Hot spot” di ricchezza biologica. Questa biodiversità legata alle aree archeologiche rappresenta un “punto forte” del patrimonio naturale complessivo delle varie realtà territoriali e come tale meritevole di più adeguate forme di tutela e di valorizzazione, in senso scientifico e didattico. Una corretta conoscenza di tale biodiversità, soprattutto delle caratteristiche biologiche ed ecologiche delle entità specifiche di maggiore interesse scientifico, spesso “nascoste” anche agli occhi di chi opera all’interno delle aree archeologiche, risulta fondamentale per una più corretta gestione dei siti, onde evitare interventi ecologicamente scorretti ed altamente distruttivi delle locali biocenosi, costituite anche da specie vegetali ed animali protette sia a livello regionale e nazionale che europeo. Pertanto occorrerebbe operare per uno studio sistematico delle realtà naturali presenti nelle diverse aree archeologiche ed attivare dei programmi di tutela con piani di gestione dei siti che prevedano particolari forme di intervento non lesive dei diversi microhabitat che li caratterizzano e delle varie specie vegetali ed animali, oltre che rispettose delle varie direttive regionali, nazionali ed europee per la tutela della biodiversità.


GIUSEPPE BARBERA
Giuseppe Barbera è professore ordinario di Colture Arboree all’ Università di Palermo. La sua attività di ricerca ha riguardato alberi, sistemi e paesaggi agrari tradizionali del Mediterraneo.
Tra i suoi libri:
Tuttifrutti, Viaggio tra gli alberi mediterranei tra scienza e letteratura, Oscar Mondadori, Milano, 2007. Premio Giardini Hanbury, Grinzane Cavour 2007.
Abbracciare gli alberi. Mille buone ragioni per piantarli e difenderli, Mondadori, Strade Blu, Milano, 2009.
Paesaggi a terrazze in Sicilia. Metodologie per lo studio, la tutela, la valorizzazione, ARPA, 2010.
Conca d’oro, Sellerio Editore, Palermo, 2012
I Paesaggi agrari tradizionali (con R.Biasi, D.Marino) Franco Angeli, Milano, 2014.
Breve storia degli alberi da lettura, Henry Beyle, Milano, 2015
Per il FAI ha curato il recupero della Kolymbetra nella Valle dei Templi e del giardino Donnafugata nell’isola di Pantelleria.
Socio onorario AIAAP, Associazione Italiana Architettura del Paesaggio
Membro del Consiglio Scientifico dell’”Osservatorio nazionale del paesaggio rurale”(Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali)
Membro del consiglio scientifico della Fondazione Benetton Studi e Ricerche.

E-mail address: giuseppe.barbera@unipa.it

Il parco arabo-normanno di Maredolce – La Favara nella Conca d’Oro di Palermo
Maredolce-La Favara, nel cuore del quartiere Brancaccio della città di Palermo, conserva la memoria e le testimonianze tangibili di ciò che è stato il paesaggio della civiltà araba e normanna in Sicilia, nel quadro più ampio di un territorio che nella storia ha preso il nome di “Conca d’Oro”. Maredolce-La Favara è oggi una vasta depressione del terreno, che è stata in passato un grande bacino, con al centro un’isola di forma irregolare ancora ben riconoscibile e un magnifico palazzo posto tra il bordo di questa cavità e le case costruite nel tempo a ridosso del suo perimetro; al suo interno si sviluppa, in uno spazio di circa venticinque ettari, un sistema complesso di manufatti, congegni idraulici, e un vasto agrumeto. Segni che raccontano la condizione di residenza di campagna e grande spazio coltivato vissuta sin dalle origini, offrendo la sua più chiara manifestazione nei secoli xi-xii, in particolare durante il regno di Ruggero II.
Ai margini di una città che oggi lambisce e sfigura il suo perimetro, questo luogo si presenta quale avamposto del sistema di agrumeti superstiti che, oltre il fiume Oreto, disegna verso sud, tra le pendici del monte Grifone, le strade di Ciaculli e la costa, un mirabile mosaico di paesaggi coltivati, concatenazione di terreni curati dall’uomo che qui, al centro della civiltà mediterranea, prendono il nome di “giardino”.
Maredolce-La Favara ha per molto tempo resistito alle dure manomissioni del paesaggio palermitano e alle sue vicende sociali proiettando nel nostro mondo il valore dell’incontro tra culture diverse che ne è l’origine, e raccoglie i segni di rinascita e di speranza di un quartiere, Brancaccio, che gli vive attorno.
A questo luogo il Comitato scientifico della Fondazione Benetton studi e ricerche ha deciso di dedicare la xxvi edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino.
Giuseppe Barbera, Dipartimento Scienze Agrarie e Forestali, Università degli Studi, Palermo



GABRIELLA STRANO
Gabriella Strano, Architetto Paesaggista. Lavora dal 1978 presso la Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Roma dove opera, nell’ambito dell’Ufficio Giardini, per la valorizzazione e manutenzione del verde. Fa parte dello staff tecnico della Domus Aurea dove si occupa, come per altri siti della Soprintendenza, delle problematiche relative all’interazione tra le strutture archeologiche e la vegetazione. Ha progettato e partecipato alla progettazione di opere paesaggistiche, da ultimo il nuovo giardino sul Colle Oppio per la salvaguardia della Domus Aurea; Ha diretto i lavori del verde del parco archeologico naturalistico del Porto di Claudio e Traiano. Svolge un incarico di docenza nel corso dedicato al Restauro dei Giardini e Parchi storici della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio dell’Università di Roma “Sapienza”.

gabriella.strano@beniculturali.it

“Interazioni archeologiche-naturalistiche e la tutela del paesaggio storicizzato”
Gli interventi per la tutela di un parco archeologico devono considerare, come valore intrinseco, tutti i momenti della tras-formazione degli elementi che lo compongono.
Il paesaggio archeologico conserva infatti, per sua definizione, le tracce della forma data da atti precedenti e i cui mutamenti ci sono pervenuti preservandone però la sostanza primaria.
Considerando tutti gli elementi aggiunti nell’ultimo secolo come facenti parte del paesaggio storico o storicizzato ci si trova di fronte a un’analisi e a una scelta in cui si deve necessariamente dare priorità assoluta alla conservazione dei resti archeologici individuati quali unici e irripetibili.
É il caso del conflitto, spesso frequente, dei manufatti antichi con presenze vegetali di grande importanza botanica a cui la vetustà conferisce anche un valore storico.
Nel secolo scorso il concetto di estetica ambientale sottolineava il valore romantico della flora spontanea sulle rovine e collocava il monumento nel proprio “ecosistema”, esaltando la bellezza di un rudere immerso completamente nella natura, operando azioni solo di semplice manutenzione per non alterarne la bellezza originale e, quando il tempo e il degrado avessero fatto il loro corso, si sarebbe dovuto lasciarlo morire. Le politiche di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale attuali mirano a un concetto di conservazione più dinamico e scientifico in cui la corretta e efficace gestione del bene possa individuare delle modalità di esecuzione che siano in grado, per quanto possibile, di salvaguardare entrambi i patrimoni, quello archeologico e quello naturalistico, ma sicuramente di evitare gli errori del passato tenendo ben conto, nell’impianto delle alberature in ambiti monumentali, dello sviluppo biologico successivo delle piante.


ROCCO SGHERZI
Rocco Sgherzi è laureato in Scienze Forestali iscritto all’Albo dei Dottori Agronomi e Forestali.
Membro della Società Italiana di Arboricoltura e del Gruppo di Lavoro Stabilità Alberi
Esperto Valutatore e Arboricoltore è specializzato nella gestione degli alberi in ambiente urbano e nelle ville storiche.
Ha svolto seminari tecnici e corsi di formazione in “Biomeccanica e valutazione di stabilità degli alberi” presso le Università di Viterbo e di Roma, oltre che presso la Scuola Giardinieri Comune di Roma e presso numerosi Ordini e Collegi Professionali.
Esperto in Restauro Vegetazionale di Parchi e Giardini Storici.
Docente a contratto presso la Facoltà di Architettura “L. Quaroni” alla Sapienza, dove è stato nominato Cultore della Materia.
Docente a contratto presso l’Università della Tuscia – Viterbo, Dipartimento DAFNE, per l’insegnamento di Selvicoltura Urbana.

Dott. For. Rocco Sgherzi
Arborist & Urban Forester
Studio Professionale di Arboricoltura
Via Pola, 25 - 01100 Viterbo
www.urbantree.itstudio@urbantree.it

“Il Pino domestico nelle aree archeologiche: criticità e gestione”
Pianta pioniera, poco longeva e con singolari peculiarità morfologiche e biomeccaniche, è stata massicciamente utilizzata a partire dagli anni ’20 in aree non idonee alla specie. La particolare conformazione della chioma, gli errati interventi di cura e le caratteristiche del suo apparato radicale sono fonte di gravi problemi per la convivenza tra architetture vegetali e manufatti archeologici. La comprensione della biologia e delle implicazioni biomeccaniche di tale albero rappresentano la base per una futura corretta gestione e loro uso in aree particolarmente vulnerabili come quelle archeologiche.


ENRICO SCARICI
Enrico Scarici è dottore di Ricerca in ortoflorofrutticoltura e cultore della materia in discipline botaniche ed agronomiche. Nel 2001 ha conseguito il Master in Curatore di Parchi, Giardini e Orti botanici presso l’ateneo della Tuscia dove da anni collabora alle attività didattiche e di ricerca. Si occupa del censimento floristico di giardini storici, aree archeologiche e siti di interesse naturalistico nel Viterbese e dell’ecologia della germinazione dei semi di specie spontanee. E’ stato consulente botanico de Il Curatore di Parchi, Giardini e Orti Botanici, I Quaderni di Linea Verde - EPE Edizioni e dell’edizione italiana Le jardin en mouvement de La Vallée au jardin planétaire, Gilles Clément - Quodlibet. Ha pubblicato circa 50 contributi di carattere scientifico e divulgativo. E’ socio della Società Botanica Italiana dal 1997 e socio fondatore AICu.

E-mail address: scarici@unitus.it



“La biodiversità vegetale delle aree archeologiche: il caso della necropoli rupestre di Norchia (Viterbo)”
I siti archeologici, oltre alla loro importanza storico-archeologica, rappresentano spesso interesse in quanto aree rifugio per specie animali e vegetali scampate all’incessante espansione urbanistica o allo sfruttamento agricolo del territorio. Nell’ultimo decennio sono stati pubblicati vari contributi, per lo più di carattere generale, che hanno sottolineato il significativo grado di naturalità rinvenibile in molti siti archeologici, tuttavia, tranne alcune eccezioni mancano studi di dettaglio e liste floristiche complessive. Al fine di fornire un contributo in tal senso, è stata condotta nel periodo 2003-2007 l’analisi floristica presso il sito archeologico di Norchia, di cui si riporta una breve sintesi dei risultati. La Necropoli rupestre di Norchia, la più grandiosa dell’età ellenistica (IV – II sec. a.C.), è ubicata a circa 25 chilometri a SW di Viterbo, in località Cinelli. Le innumerevoli tombe intagliate nelle pareti tufacee sono dislocate lungo le tre vallate adiacenti dovute all’azione erosiva del Fiume Biedano e dei suoi affluenti (Fosso di Pile e Fosso Acqua Alta) e sono immerse in un paesaggio aspro di grande suggestione. Nelle morfologie più acclivi delle parti alte delle pareti tufacee con esposizione meridionale, domina una vegetazione ad impronta mediterranea con fisionomia di “macchia”. Le specie prevalenti sono Quercus pubescens Willd. s.s., Q. ilex L. e Phillyrea latifolia L.. Non mancano stadi pionieri rappresentati principalmente da Cistus salvifolius L., Spartium junceum L. e Stipa pulcherrima Koch, dove l’erosione del suolo è maggiore e l’aridità è più marcata. La tipologia vegetazionale prevalente è tuttavia il querceto misto, con la compenetrazione di elementi termofili, nelle esposizioni assolate e con suolo ridotto (Celtis australis L. s.s., Acer monspessulanum L. s.s. e Fraxinus ornus L. s.s.) e di quelli mesofili (Corylus avellana L. s.s., Ulmus minor Mill. s.s., Euonymus europaeus L., Crataegus monogyna Jacq. e Carpinus betulus L.), nelle condizioni più fresche e con suolo più profondo; in particolare nel tratto di raccordo tra il fondovalle e la parete della forra, dove Quercus pubescens s.s. viene sostituita da Q. cerris L.. In prossimità dei corsi d’acqua, invece, in relazione alle dimensioni dell’alveo e al regime idrico, si sviluppano elementi del bosco ripario quali Alnus glutinosa (L.) Gaertn., Sambucus nigra L., Salix alba L., Populus nigra L. e Humulus lupulus L.. Qui dove il suolo è profondo e ricco di sostanza organica, nelle esposizioni fresche ed ombreggiate, si rinvengono elementi dei faggeti quali Anemone apennina L. s.s., Corydalis cava (L.) Schweigg. & Körte s.s., Cyclamen repandum Sm. s.s., Scilla bifolia L. e Galanthus nivalis L.. Le elofite e le idrofite di greto sono scarsamente rappresentate. Infine nelle tasche limitate con suolo sottile, sono presenti consorzi a terofite tra cui spiccano specie del tuberarieto quali Tuberaria guttata (L.) Fourr. e Rumex bucephalophorus L. s.s., mentre nelle rare depressioni con stillicidio d’acqua e strato muscinale, si osserva Teesdalia coronopifolia (J.P. Bergeret) Thell., entità rara e minacciata nel Lazio. Lo studio floristico di quest’area, prima d’ora pressoché sconosciuta dal punto di vista botanico, ha consentito di censire oltre 500 entità della flora vascolare, tra cui un significativo contingente di entità di interesse conservazionistico in quanto rare e/o minacciate di estinzione quali Vicia disperma DC., Fragaria viridis Duchesne s.s., Sedum caespitosum (Cav.) DC., Prunella x intermedia DC., Ajuga genevensis L. e Sternergia lutea (L.) Ker Gawl ex Spreng, solo per citarne alcune. Lo studio oltre a fornire una conoscenza botanica dettagliata del sito, corredato da una lista floristica complessiva, vuol essere uno strumento a disposizione di quanti a vario titolo sono chiamati ad intraprendere azioni di tutela e valorizzazione del sito archeologico di Norchia.

Paesaggio e infrastrutture viarie


Funzioni delle piante nei “terzi paesaggi” della viabilità e dei parcheggi; funzioni ecologiche. Scelta delle specie con presentazione di interventi realizzati lungo strade, piste ciclopedonali e nei parcheggi.




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L'AICu in collaborazione con l'Ordine degli Architetti,Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Prov. di TR e con l'Ordine dei dottori Agronomi e Forestali della Prov. di TR, ha organizzato un seminario dal titolo "Paesaggio e infrastrutture viarie".
Obiettivo del seminario è di fornire un'impostazione metodologica che permetta una prima acquisizione degli strumenti utili alla progettazione di paesaggi connotati dalla presenza di piccole e grandi infrastrutture stradali e/o turistiche.
La partecipazione al seminario conferisce 4 CFP per gli iscritti all’Ordine APPC e 0,5 CFP agli iscritti all'Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali.
Preiscrizioni entro 8/12/2014 all’indirizzo centrostudi.ridolfi@gmail.com costo euro 20,00
(cliccare per continuare a leggere).

Abstract degli interventi
Verde e infrastrutture viarie

Fabrizio Fronza, Agronomo, European Tree Technician
Le tematiche legate alla progettazione paesaggistica delle infrastrutture per la mobilità comprendono categorie di problemi oggi di grande attualità, che devono essere affrontati, discussi e risolti da gruppi interdisciplinari in grado di affrontare la complessità dei temi trattati. Obiettivo del seminario è di fornire un'impostazione metodologica che permetta una prima acquisizione degli strumenti utili alla progettazione di paesaggi connotati dalla presenza di piccole e grandi infrastrutture stradali e/o turistiche. Le piante, veri e propri, elementi di qualità dei paesaggi delle infrastrutture, hanno impatti positivo in termini di mitigazione visiva, come barriere acustiche e per il filtraggio delle polveri, ma anche come elementi regolatori dei microclimi attraverso l’evapotraspirazione e l’intercettazione della radiazione solare. La riuscita dei progetti che vedono protagoniste le piante, dipende da criteri d’impianto che pur rispondendo a regole dettate dal codice civile e da norme locali, devono soprattutto trovare riscontro nelle buone pratiche colturali. Fra queste vi sono innanzitutto la corretta scelta delle specie per le diverse stazioni in relazione alle condizioni pedoclimatiche, l’esatta definizione di specie, varietà e caratteristiche dimensionali e la qualità del materiale vivaistico. Rispetto dei sesti d’impianto, qualità dei terreni, drenaggio e adeguato apporto idrico e corretto tutoraggio completano l’opera. Le principali tematiche citate saranno approfondite in riferimento agli standards commerciali e alle caratteristiche di qualità desiderate riportate nei capitolati. Inoltre saranno discusse tecniche di sistemazione paesaggistica realizzate nella logica della riduzione degli impatti ambientali, cfr. all’ingegneria naturalistica e ai miscugli di sementi di specie e varietà autoctone. Nella seconda parte saranno illustrate alcune tematiche progettuali di particolare interesse per le soluzioni proposte sia per strade e viabilità lineare sia per parcheggi e svincoli. Sono previsti cenni alle corrette tecniche di gestione.
Cura delle alberature nei "Terzi paesaggi"
Enrico Maccaglia, Agronomo, Associazione italiana curatori di Parchi, Giardini e Orti botanici
...un albero somiglia ad un popolo più che ad una persona. S’impianta con sforzo, attecchisce in segreto. Se resiste, iniziano le generazioni di foglie. Allora la terra intorno fa accoglienza e lo spinge verso l’alto… Erri De Luca
La cura del verde nelle aree urbane e periurbane rappresenta una condizione di primaria importanza per garantire la sostenibilità economica, sociale e ambientale dello sviluppo urbano in generale ed in particolare in quello della Regione mediterranea, una delle zone più alterate e urbanizzate del pianeta, dove vivono 507 milioni di persone (2010) e in cui si prevede che la popolazione urbana entro il 2050 raggiunga i 626 milioni . Nei paesi anglosassoni la disciplina che si interessa del verde urbano è conosciuta come Urban forestry, (letteralmente: "forestazione urbana"), ad indicare come le aree verdi possano proporsi quale elemento naturale entro gli ambiti urbani. L'approccio alla gestione delle foreste urbane e periurbane (UPF- urban and peri-urban forestry) di cui i terzi paesaggi fanno parte, può rappresentare un attore strategico per il loro (nostro) sviluppo sostenibile promuovendone i benefici economici, sociali e ambientali. La corretta cura delle aree urbane e periurbane, contribuisce a risolvere una serie di sfide locali, tra cui le principali: - mitigazione dei cambiamenti climatici a livello locale, gestione del rischio di catastrofi e rendere le città un posto migliore e più sano di vivere; - cibo di qualità e approvvigionamento idrico ; - miglioramento della salute e del benessere delle comunità ; - posti di lavoro e generazione di reddito ; - conservazione ambientale e mantenimento della biodiversità; Gli elementi della cura del verde approfonditi nel seminario saranno relativi alle modalità di impianto e di gestione agronomica con particolare riguardo agli elementi che ne garantiscono la sostenibilità economica, sociale e ambientale tra normative vigenti e buon senso.

"Hortus" - 24 e 25 maggio 2014


AICu ha partecipato alla manifestazione "Hortus" - Orto Botanico Università della Tuscia




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AICu ha partecipato alla manifestazione con l’allestimento di uno stand attraverso il quale promuovere l’associazione e con due interventi dei soci Veronica Hadjiphani e Claudio Palermo, al seminario organizzato nell’aula didattica dell’Orto Botanico (cliccare per continuare a leggere...)

Allestimento stand:
oltre alla postazione messa a disposizione dall’Orto Botanico è stato allestito un piccolo spazio simbolico con i colori dell’AICu progettato e realizzato da Veronica Hadjiphani e allestito con l’aiuto di Maria Paola La Pegna. All’interno dello spazio dedicato sono stati esposti alcuni poster atti a dare informazioni sia sugli obiettivi dell’associazione che su alcune iniziative ed azioni intraprese dall’associazione o dai singoli soci. I soci Veronica Hadjiphani, Paolo Camilletti, Maria Paola La Pegna, Enrico Maccaglia e Enrico Scarici si sono alternati allo stand in modo da poter dare informazioni ai partecipanti alla manifestazione interessati.
Seminario
I soci dott.Claudio Palermo e dott.ssa Veronica Hadjiphani sono intervenuti per l’AICu al seminario che si è svolto domenica mattina nell’aula didattica con gli interventi rispettivamente:
“Buone pratiche per il nostro giardino – potatura arbustive e erbacee perenni” e “Buone pratiche per il nostro giardino – la pacciamatura”
In sintesi, nel suo intervento Claudio ha introdotto concetti generali di come approcciarsi al mondo vegetale e alla sua cura articolando con esempi pratici il discorso, partendo da alcuni principi fondamentali come ad esempio pensare che “..le piante naturalmente non hanno bisogno dell’uomo..”e che ogni nostro intervento va ad interagire con l’equilibrio complesso delle stesse; ed ancora che è fondamentale “..prima di agire osservare…”fino a esplicitare i parametri fondamentali di cui tener conto quando si affronta una potatura e le azioni da intraprendere per salvaguardare la salute della pianta (tipo di pianta e sue esigenze, sua fioritura su rami di un anno o rami dell’anno, qualità e pulizia delle attrezzature, orientamento, compensazione di quanto tolto alla pianta con la potatura attraverso maggior apporto di acqua e di sostanze nutritive, miglior periodo per effettuare la potatura etc).
Veronica, avendo lasciato gran parte del suo tempo a Claudio, visto il grande interesse della platea, ha dovuto far un grande sforzo di sintesi per argomentare il tema della pacciamatura in poco tempo, così ha illustrato in generale gli scopi della pacciamatura soprattutto nel campo del giardinaggio accennando ad alcuni esempi nel campo agricolo, e successivamente ha illustrato vari tipi di pacciamatura mostrando per ogni tipo dei campioni che aveva con se e per essi qualità ed opportunità d’impiego. Le varie tipologie illustrate avevano tutte la particolarità della loro facile ed economica reperibilità spesso anche nel giardino stesso in cui tale pratica andrà usata. Per ogni tipo ha illustrato le qualità e dato consigli per i diversi usi, ha preso in considerazione la pacciamatura costituita da elementi vegetali prevalentemente triturati quali:
steli di girasole, potatura di olivo ,foglie di cespugli spoglianti, potatura di conifere, corteccia di pino
e infine noccioli di olivo e perlite.
Altro elemento emerso è quello che nel produrre il proprio tipo di pacciamatura bisognerà fare attenzione a preparare il materiale da piante sane onde evitare di diffondere elementi patogeni nel giardino.

Maggiori informazioni sull'evento "Hortus" organizzato dall'Orto Botanico della Tuscia sono disponibili su www.hortus.unitus.it

Giornata del Curatore 2014


Fitodepurazione e fitorimedio: piante e microrganismi nostri alleati per la sostenibilità




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La Giornata del Curatore si è svolta a Viterbo il 29 marzo 2014, sono intervenuti diversi professionisti che insieme ai soci e agli ospiti presenti hanno approfondito come le piante ed i microrganismi possono essere utilizzati nella fitodepurazione e fitorimedio (cliccare per maggiori informazioni)

Sono intervenuti:
Dr. Gregorio Sgrigna UNIMOL-IBAF-CNR
Dr. Paolo Sconocchia ARPA UMBRIA
prof.ssa Marcella Pasqualetti DEB - Università della Tuscia
Dr. Roberto Braglia Dipartimento Biologia - Università di Roma Torvergata